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JUNGLE #Unconventional Marketing


Con una incredibile giornata di sole, arriviamo ad Isola ed entriamo in JUNGLE, uno dei principali player italiani nel mondo dell’unconventional marketing e unica realtà specializzata nello street marketing.

Conosciamo nel suo studio Lorenzo, founder dell’agenzia, che ci racconta davanti a una tazza di caffè come si è evoluto il loro percorso.


Da Rimini a Milano

Jungle nasce da un’idea di Lorenzo e due amici, che nel 2007 a Rimini fondano un’agenzia che si occupava di attività social e web. È solo nell’anno successivo che iniziano a dedicarsi ad attività di street advertising, e lo fanno insieme a una startup internazionale a base olandese, “GreenGraffiti”, della quale diventano il branch italiano. Lorenzo si sposta poi a Milano nel 2012, e dopo due anni, staccatosi da Green Graffiti, da forma a quella che è oggi Jungle.


I primi anni di attività, ci racconta, sono stati molto complessi: stavano vendendo una prodotto che non era mai stato realizzato. Era quindi difficile da approcciare da due punti di vista: da quello del cliente, che non sapeva come valutare attività di questo tipo, e da quello delle Pubbliche Amministrazioni, che non sapevano ancora come gestirlo in termini burocratici e amministrativi. Da subito però attraggono grandi clienti, come AB INBEV, che rimangono stregati e iniziano a testare questo nuovo prodotto per capirne i funzionamenti. Ad oggi, vantano una lista di progetti che vedono protagonisti più di 50 grandi brand.

Jungle si colloca tra una agenzia creativa, una agenzia di eventi e una concessionaria. Sono 9 in ufficio insieme ad 8 “makers” che, giorno dopo giorno, li supportano nella parte di realizzazione delle idee creative.


Le 4 regole dello street marketing

La parola d’ordine rimane inaspettato. Lorenzo ci spiega che è importante lavorare senza effettuare troppo spesso nella stessa zona questa forma di advertising. Infatti, eccedendo nell’uso si rischia di trasformare questa attività in qualcosa di banale, qualcosa che le persone si aspettano di trovare una volta uscite per strada, e a questo punto perde completamente il proprio significato. Per Jungle, una activation deve sempre essere unexpected per essere veramente efficace.


Il secondo punto che ci ha aiutato a capire come lavora Jungle è la fattibilità di un progetto.Infatti, ci spiega che una idea non si trasforma mai in una proposta al cliente senza essere passata prima da una fase di analisi dettagliata di costi, fattibilità, forniture e allestimenti necessari. Senza partire da questo, ci spiega, lui è sicuro che il lavoro non riuscirà ad essere soddisfacente. Ecco perché all’interno dell’azienda i creativi sono anche dei producer, che hanno contatti con terzi e curano anche la parte puramente organizzativa.


Ci spiega inoltre che in questo tipo di advertising il timing è assolutamente fondamentale: le campagne devono essere temporalmente legate strettamente al lancio del prodotto o ad una iniziativa. Siamo in un’epoca in cui l’attenzione è fortissima all’inzio di una campagna, ma decade poi molto rapidamente; il giorno dopo i consumatori saranno attratti da un’altra notizia che catturerà la loro attenzione, e la vera bravura in questo lavoro sta anche nell’essere tempestivi a gestire il tutto in modo coordinato.


Uno dei punti cardine poi del loro lavoro è infine l’analisi dell’ambiente. Per la riuscita di una campagna di street marketing è fondamentale capire quale sia il miglior punto strategico per posizionare l’attività. Risulta allora fondamentale capire i movimenti del target, cosa accomuna i consumatori che frequentano una particolare zona, quali sono i gusti di queste perone, ma sopratuttutto come tutte queste variabili si sviluppano in modi differenti in ogni città. Negli anni, ci racconta che l’agenzia ha accumulato esperienze e know how sui movimenti dei flussi di persone, e continuano ad espandere queste conoscenze tuttora in modo tale da essere perfettamente in grado di consigliare ai propri clienti il punto strategico dove attivare la campagna per un determinato obiettivo e target.


Ma quanto è forte l’impatto della pubblica amministrazione nel vostro lavoro?

Il rapporto con la PA ci spiega Lorenzo che è uno degli aspetti principali da affrontare nel loro lavoro. In Jungle, hanno il know how interno per capirne i meccanismi; il concetto è conoscere i vincoli e risolvere i conflitti bypassando le problematiche nel minor tempo possibile. Alla base di tutto questo, c’è poi un grande dinamismo anche nelle idee creative.

Come dev’essere il cliente ideale?

Dopo una sincera risata, ci racconta che il cliente ideale è quello che lascia carta bianca all’agenzia, di cui si fida. E’ un cliente che fornisce feedback corretti e ben formulati, non dando l’impressione di criticare solo per principio. Un cliente severo, ma che ti faccia imparare tanto. Infine, è un cliente che non ha troppa fretta, riconosce il valore delle cose e il tempo di cui c’è bisogno per realizzarle.


Ad oggi, qual è la campagna di cui sei più soddisfatto?

La campagna che Lorenzo porta nel cuore è quella realizzata nel 2015 per House of Cards, ed è stato il primo lavoro davvero di grande importanza mediatica che hanno seguito.

Ci racconta di come hanno eseguito una attenta analisi di ogni puntata, sviscerando ogni minuto della serie per riuscire ad inserire in ogni contenuto riferimenti a dettagli della serie tv nascosti e difficili da trovare.

Il risultato? Guardate un po’ qui:

https://wearejungle.com/portfolio/house-of-cards/


Cosa vi vedremo fare nei prossimi 5 anni?

Ci fa capire che hanno idee e progetti davvero molto chiari. Il piano di crescita è espandersi nuovamente all’estero, riprendendo la logica internazionale di “Green Graffiti” con cui sono nati.

L’obiettivo più a breve termine sarà espandersi in Italia stabilizzandosi anche su Roma e Napoli, ed in seguito spostarsi su Parigi o Barcellona. Hanno le idee e le tecniche di cui c’è bisogno per questo tipo di activation, e queste due grandi fonti sono potenzialmente esportabili ovunque. Ciò che manca nei diversi luoghi sono però le conoscenze e i rapporti con la Pubbliche Amministrazioni.

Chissà se vedremo Jungle dipingere i marciapiedi di tutt’Europa a breve! Se trovate le loro installazioni in giro per Milano, intanto scattate una foto e mandatecela subito!



Wrote by: Federica Fugnitto e Axel Castiglioni

Edited by: Axel Castiglion

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