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WAVEMAKER: Media, Content e Technology!


Nel grigio dell’inverno milanese siamo arrivate a Milanofiori per incontrare Luca Vergani, CEO di Wavemaker Italia, la società nata dalla fusione delle due agenzie media MEC e Maxus (entrambe appartenenti alla holding GroupM – WPP).


Wavemaker: Media, Content, Technology.

Luca ci racconta come questa fusione sia avvenuta in modo del tutto fluida e naturale, sia a livello di organizzazione delle conoscenze che a livello fisico. Non c’è stato un cambio di sede, in quanto entrambe nello stesso palazzo ad Assago, e scherza raccontandoci di come “sia bastato buttare giù un muro” per unire le professionalità delle due agenzie. Abbiamo poi analizzato insieme a Luca i tre forti statement che sono presenti nel payoff della neo-nata agenzia.


MEDIA

È ciò che rimane e rimarrà il loro core business. Una forte conoscenza e analisi approfondita dei media, e soprattutto dell’evoluzione e la trasformazione della fruizione dello strumento di comunicazione che sta avvenendo.

Una profonda conoscenza permette di sviluppare efficaci campagne multimezzo che riescano ad intercettare il consumatore in diversi punti del percorso d’acquisto. Luca ci spiega che nella visione circolare del percorso d’acquisto del consumatore che ha Wavemaker, l’agenzia si pone l’obiettivo di consigliare al cliente sempre il balance ottimale dei diversi media durante la customer journey, per garantire l’ottenimento del miglior risultato possibile. Inoltre, ci ha spiegato come ad oggi non esiste sul mercato un indicatore ufficiale di reach totale di campagne multimezzo, ma come internamente sono dotati di strumenti propri per ottenere un numero sempre più indicativo di quanto sarà quello totale.

CONTENT

A sottolineare il grande investimento nel gruppo per quanto riguarda il tema: esiste una unit dedicata esclusivamente alla produzione di contenuti all’interno dell’agenzia: Wavemaker content. Questa unit si occupa della realizzazione di qualsiasi cosa considerabile come contenuto da parte dell’azienda: si parla allora di realizzazione website, attività di SEM e SEO, redazione di piani editoriali per i social network, ma anche modalità attivabili come organizzazione di eventi e product placement. L’idea alla base della creazione di questa unit non è quella di andare verso il lavoro di una agenzia creativa, ma di avere internamente competenze creative, che lavoreranno sulla base di dati che forniranno le linee guida per l’idea finale. Tutto questo, permette di valutare una campagna non dal solo punto di vista creativo, ma anche numerico.


TECHNOLOGY

Quest’ultima keyword risulta trasversale alle altre due: la competenza media e la vocazione ai contenuti sono infatti basate sulla capacità di analisi dei dati, a sua volta abilitata da una struttura tecnologica all’avanguardia. Ci soffermiamo a parlare dei limiti del programmatic advertising e di come, non veicolando più verticalmente il messaggio, la brand safety possa uscirne intaccata. Per Luca, “white” e “black listing” sono strumenti – già disponibili- per riprendere il controllo della tecnologia. Il segreto, ci confida, è di trovare un equilibrio tra i precedenti e la ricerca di utenti di qualità.


Written by: Federica Fugnitto e Priscilla Greggio


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